Successione delta-lacustre miocenica presso Oltrerugo

Coordinate GB X: 2359059.75380 Y:5117953.72590
Quota Min: 235.00 Max:274.00
Località Oltrerugo
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Didattico,Sedimentologia
Interesse secondario Geologia Stratigrafica
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano No
Accesso Automobile (Facile) - A Piedi (Facile)
Periodo di visita Tutto l'anno.
Note E' facilmente raggiungibile in quanto il geosito si sviluppa nel territorio di Castelnovo del Friuli, servito dalla viabilità comunale.
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio Collinare
Tipo Amb. Paesaggistico Rilievi Collinari Sovralluvionati Conglomeratici e Argillosi
Note vincoli zonazione
Proposta tutela Consigliabile
Descrizione del degrado
Evitare di sovrapporre reti paramassi o sprizbeton.
Descrizione
In destra Tagliamento, qualche chilometro ad Ovest di Pinzano, si sviluppa un agglomerato di piccole borgate e abitazioni sparse, distribuite su un territorio di quasi 10 kmq e riunite sotto il toponimo di Castelnovo del Friuli. L'intera zona è caratterizzata da un substrato argilloso-marnoso e sabbioso - alternato a più rari livelli conglomeratici - che l'erosione ha modellato dando forma a una fitta rete di solchi torrentizi. La ragione delle profonde incisioni è dovuta alla elevata erodibilità della successione sedimentaria, in gran parte ancora non cementata, e nel sollevamento tettonico, presumibilmente rapido, attivo negli ultimi milioni d'anni. E' proprio in uno dei numerosi solchi torrentizi della zona, lungo la sponda destra del Rio Oltrerugo, che si estende la successione del sito, di età miocenica sup. (Tortoniano, circa 10 milioni di anni fa).
La significativa successione dei tipi di roccia (e sedimento) di questo peculiare sito può essere così sinteticamente descritta: una potente lente di conglomerati (originario deposito ghiaioso) compresa tra sabbie, alla base, e limi al tetto. Una sorta di sandwich, dove i conglomerati stanno al centro.
Il primo oggetto di osservazione è proprio la porzione inferiore, la prima ad essersi deposta. E' formata da quasi 5 m di sabbie i cui granuli, guardati con una semplice lente, si rivelano i frammenti di antiche rocce, erosi e poi depositati dalle acque di superficie. La composizione dei granuli sabbiosi è quasi esclusivamente carbonatica. Significa che derivano dallo smantellamento di antichi massicci calcarei e dolomitici. Le sabbie depositate a Oltrerugo erano i primi prodotti dello smantellamento dei neonati rilievi prealpini carnici, naturalmente ancora modesti rispetto agli attuali. Sotto forma di granuli, ma anche di fanghi e di ghiaie, i prodotti dell'erosione erano trasportati verso meridione da torrenti e fiumi che, intorno a 10 milioni di anni fa, li abbandonavano nelle zone pianeggianti, lì dove le deformazioni alpine non si erano ancora propagate.
A una più attenta osservazione non sfugge la presenza, tra le sabbie, di sottili intercalazioni brune, spesse da un millimetro a mezzo centimetro. Ognuna è formata da argilla alla quale si aggiunge una miriade di frammenti vegetali, tanto numerosi quanto infinitesimi. Simili accumuli sono il prodotto della macerazione di resti di tronchi e fronde portati verso mare da fiumi in piena e poi spiaggiati nelle acque basse, quasi stagnanti, delle baie deltizie. Sabbie e argille erano dunque abbandonate in una tranquilla baia deltizia dove si accumulava periodicamente anche dello sfasciume vegetale.
Sopra alle sabbie inizia improvvisamente, con un contatto netto, il livello di conglomerati (circa 10 m di spessore). Osserviamolo attentamente. Non sfuggirà la presenza, proprio alla base, di una modesta - ma significativa! - lente di conglomerato (mezzo metro) molto diversa dal restante deposito. Quali sono le differenze? Innanzitutto è più grossolano, poi è anche “ben cernito”, in altre parole non ha sabbia tra i ciottoli, è cioè “ben lavato”. Questo può solo significare che nel luogo dove si depositava c'era un'energia capace di ripulire il sedimento dalle particelle più fini. Questo accade solitamente nei depositi di battigia o di spiaggia appena sommersa. L'accumulo di questa esigua lente di conglomerato (originarie ghiaie) in questo punto della successione testimonia due fatti: a) lateralmente a questa zona i fiumi, con i loro delta, portavano ghiaie direttamente in mare; b) il livello del mare si stava progressivamente alzando, solo così il deposito avrebbe potuto essere abbandonato lì dove ora lo vediamo.
Quest'interpretazione è confermata da quello che accadde più tardi, puntualmente registrato nella successione rocciosa. Questa volta sono i restanti conglomerati a fornirci la risposta. Sono tutti strati che si formavano inclinati all'origine (clinostratificati). Inoltre se dal più antico (quello appoggiato al deposito di spiaggia) salite con lo sguardo verso i più recenti (alla sommità del cocuzzolo) potete notare che la dimensione dei ciottoli aumenta progressivamente. Entrambi questi caratteri sono tipici di un delta che avanza in acque tranquille spostando in avanti la propria linea di riva.
Ci resta solo la possibilità di capire cosa accadde in seguito. Basta salire il retro del cocuzzolo per accorgersi che i conglomerati deltizi improvvisamente finiscono e sono coperti da un elevato spessore di limi e sabbie. Al loro interno non è raro trovare esemplari di Ostrea crassissima, tipici molluschi dei fondali lagunari. Il territorio si era trasformato in una tranquilla laguna a esclusiva sedimentazione fine. Quasi certamente con la complicità di un nuovo, rapido, quanto limitato sollevamento (pochi metri) del livello marino.
Ricapitolando, il sito di Oltrerugo, attraverso i suoi sedimenti e rocce, racconta di un iniziale ambiente di baia deltizia che in seguito è stato sommerso dal sollevamento del mare. Mare che, all'inizio del proprio innalzamento, ha raccolto e accumulato un esiguo spessore di ghiaie abbandonandole lungo la locale spiaggia. Quando di lì a poco il livello marino si è stabilizzato, gli apporti fluviali hanno costruito un delta che nel tempo ha preso ad avanzare muovendosi verso la zona di Oltrerugo. Nel sito è visibile l'accumulo ghiaioso-sabbioso “clinostratificato” di uno dei suoi rami deltizi. E' possibile persino stimare di quanti metri il livello marino si sia alzato. Basta misurare l'altezza dell'insieme dei depositi inclinati del delta: una decina di metri.
Data la provenienza degli apporti deltizi dai quadranti occidentali il corso fluviale che alimentava il delta di Oltrerugo doveva essere quello del paleo-Torrente Meduna. Il suo solco vallivo nel Miocene medio-sup. cominciava a farsi evidente grazie al sollevamento delle Prealpi Carniche e al conseguente approfondimento dell'incisione fluviale.
Giudizio Tra i dati registrati nell'“archivio di pietra” (le successioni rocciose) un ruolo di primo piano spetta alle evidenze cosiddette sedimentologiche. Sono rappresentate dal tipo di stratificazione (e laminazione) del sedimento, dalle geometrie che formano i vari pacchi di strati giustapposti verticalmente e lateralmente tra loro, dalle dimensioni dei costituenti di quegli stessi strati (frammenti, ciottoli, granuli, polveri…), e così di seguito. C'è un sito particolare, ubicato in destra Tagliamento lungo la fascia pedemontana, che esemplifica tutto questo con particolare efficacia. Lo fa proponendosi come testimonianza, chiara anche ai non esperti in materia, di un ambiente deltizio-lagunare che, circa 10 milioni di anni fa (Miocene sup., Tortoniano), fissava la fascia costiera adriatica all'altezza degli attuali rilievi pedemontani carnici, a quel tempo non ancora compiutamente formati.
Commenti aggiuntivi
Bibliografia
ROSSI D., a cura di, (1988) - Carta geologica del territorio friulano compreso tra il Torrente Arzino e il Torrente Meduna. LAC (Litografia artistica cartografica), Firenze.