Faune eoceniche di Russiz

Coordinate GB X: 2403892.15080 Y:5090876.87150
Quota Min: 88.00 Max:88.00
Località Russiz di Sopra
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Paleontologia
Interesse secondario Geologia Stratigrafica,Sedimentologia
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano No
Accesso Bicicletta (Facile) - A Piedi (Facile)
Periodo di visita Tutto l'anno.
Note Si giunge con l'automobile fino a circa 200-300 m dall'affioramento, sulla strada che da Russiz di Sopra porta a La Subida. La pista che costeggia l'affioramento è stata recentemente resa ciclabile ed inserita in un percorso di mountain-bike.
Stato di conservazione Medio
Tipo Paesaggio Paesaggio Collinare
Tipo Amb. Paesaggistico Collio Goriziano e Colline di Buttrio e Rosazzo
Note vincoli zonazione
Proposta tutela Consigliabile
Descrizione del degrado
Descrizione
Il Flysch di Cormons (Ypresiano sup.-Luteziano inf.) nei colli di Cormons è spesso 330 metri ed è formato soprattutto da peliti ed arenarie ben stratificate. La parte inferiore è costituita da torbiditi depositate in un bacino marino profondo alcune centinaia di metri. Nella parte superiore si osserva il colmamento del bacino, con depositi di prodelta (la zona sottomarina posta immediatamente davanti alla fronte deltizia), poi di fronte e infine di piana deltizia (conglomerati che affiorano sulla cima del Monte Quarin). Il delta avanzava da Nordest verso Sudovest ed era alimentato dalla catena alpina in incipiente sollevamento.
La lente fossilifera di Russiz si colloca alla base dei depositi di prodelta sedimentati a circa 30-100 m di profondità e costituiti da alcune decine di metri di peliti, talvolta con ciottoli, e abbondanti intercalazioni di strati arenacei, breccioline nummulitiche e microconglomerati che contengono ciottoli silicei di origine fluviale. I fossili di Russiz sono inclusi in marne siltose grigie o nocciola in banchi che raggiungono i 10 metri di spessore. Sono presenti pure intercalazioni di brecciole nummulitiche di ridotto spessore e rari, sottili strati di arenarie giallastre. All'interno delle marne si trovano rari blocchi metrici di calcari organogeni.
La peculiarità del giacimento risiede nella straordinaria abbondanza e diversità di coralli, sia coloniali che solitari. Lo stato di conservazione dei reperti è eccezionale e consente di osservare nei dettagli gli scheletri calcarei di organismi vissuti 50 milioni di anni fa. Giotto Dainelli nel 1915 aveva identificato a Russiz 44 generi di coralli comprendenti 74 specie diverse. In studi più recenti, sono stati riconosciuti oltre 30 generi di coralli che vivevano in simbiosi con microalghe e che per questo necessitavano di acque limpide ed illuminate. Questa diversità indica che le condizioni erano ottimali per la vita dei coralli e la formazione di una scogliera corallina. Sono presenti specie coloniali globose o incrostanti come Astrocoenia, Astreopora, Montastraea, Siderastraea e Favia che costituivano il corpo della scogliera, specie ramificate, quelle a forma di foglia (tra i quali l'ottocorallo Parapolytremacis) che vivevano in acque più tranquille e coralli solitari di varie forme (Cycloseris
brazzanensis, Stephanosmilia d'achiardii, Placosmiliopsis multisinuosus, Circophyllia d'achiardii). I coralli sono incrostati da ostriche, briozoi, vermi serpulidi e alghe calcaree.
Numerosi altri organismi hanno lasciato una testimonianza fossile a Russiz e ci raccontano di un mare caldo e pieno di vita: macroforaminiferi (soprattutto nummuliti ed assiline, dall'aspetto di lenticchie o monete di pietra), alghe calcaree, gasteropodi, bivalvi (molte ostriche), scafopodi, ricci di mare, briozoi, vermi incrostanti, crostacei, nautiloidi e pesci (squali).
Gli organismi fossili di Russiz non vivevano nei fondali dove si sono fossilizzati e dove si depositava il flysch, poiché sono tipici di acque basse, luminose e limpide. Sono stati quindi trasportati nel luogo di deposizione da colate sottomarine che scendevano lungo il fianco orientale del bacino.
Un enorme blocco di calcare di scogliera, esposto alla sommità del colle tra le vigne e il sentiero che le attraversa, costituito principalmente da colonie di coralli, alghe calcaree e macroforaminiferi, si è evidentemente staccato dalla scogliera, è franato lungo il pendio e si è infine fermato al suo piede o nel bacino, lontano dalla zona di provenienza.
La scogliera corallina si era probabilmente formata nella zona del fronte deltizio sulla sponda nord-orientale del Bacino Giulio (oggi in territorio sloveno), sulle ghiaie e sulle sabbie trasportate dal fiume (per questo ritroviamo anche ciottoli silicei arrotondati), ma in un momento di innalzamento del livello marino, di arretramento del delta e di interruzione degli apporti fluviali. Esistono esempi attuali di scogliere coralline in ambienti di delta e pure un esempio fossile nell'Eocene della Catalogna.
Questa scogliera non esiste più, cancellata dall'erosione conseguente all'innalzamento delle Prealpi Giulie, ma noi la conosciamo attraverso i fossili finiti all'interno del bacino.
Giudizio Nella successione del Flysch di Cormons (Eocene inf.-medio) che forma gran parte del Collio goriziano c'è una lente di scarso spessore e di limitato affioramento ricchissima di resti fossili di coralli. Si tratta dei resti di una scogliera corallina che esisteva ad est, in quello che oggi è territorio sloveno. I coralli “franarono” all'interno del bacino depositandosi in una zona di mare relativamente profondo. Di particolare interesse è un blocco di scogliera formato da coralli, alghe calcaree, foraminiferi ed altri organismi marini, del volume di svariati metri cubi. Quello di Russiz di Sopra è uno dei siti con maggiore diversità sistematica per quanto riguarda i coralli fossili in Italia, secondo solo all'Oligocene dei Colli Berici (Vicenza)
Commenti aggiuntivi
Bibliografia
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