Depositi pleistocenici di Ponte Arceons-Flaudona

Coordinate GB X: 2346642.06050 Y:5155043.41280
Quota Min: 825.00 Max:1801.00
Località Pesariis
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Didattico,Geomorfologia
Interesse secondario Geologia Strutturale,Sedimentologia
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano Si
Accesso A Piedi (Facile)
Periodo di visita Estate-autunno.
Note
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio Alpino
Tipo Amb. Paesaggistico Conca di Sauris e Val Pesarina
Note vincoli zonazione
Proposta tutela Superflua
Descrizione del degrado
Descrizione
Il Torrente Pesarina è il più importante affluente destro del Torrente Degano. Il profondo solco che ha generato, orientato Ovest-Est, forma la più ampia ed estesa tra le vallate secondarie di tutta la Carnia. La sua evoluzione pleistocenica è dominata da alternanza di condizioni fluviali e glaciali.
In tempi precedenti all'ultimo glaciale (Würm), la Val Pesarina, priva di ghiacci, sviluppò una tendenza all'accumulo di sedimenti ruditici nel fondovalle (ghiaie) e lungo i versanti (pietrisco).
Questo grazie alla mobilizzazione di grandi quantità di materiali detritici lungo le medie ed alte quote della vallata, dove le litologie dolomitiche e calcareo-dolomitiche particolarmente fratturate si prestavano ad essere convogliate verso il fondovalle.
L'abbondante materiale detritico preservato in questo sito proveniva da Ovest (alta Val Pesarina - ghiaie) e da Nord (versante idrografico sinistro, M. Cimon - pietrisco), incontrandosi nella zona tra Ponte Arceons e Flaudona. Nei due nuclei, nonostante le asportazioni operate dalle successive intense fasi erosive glaciali e fluviali, sono preservate le porzioni più significative dei due tipi di deposito.
Risalendo la Val Pesarina e transitando oltre Pesariis si fa visibile, sulla destra, la rupe di Flaudona. Da lontano appare come una fascia rocciosa verticale, priva di vegetazione e allungata secondo la pendenza del versante. Osservando la parete scoscesa, meglio se con un binocolo, si apprezza anche la sua netta stratificazione. E' inclinata 25°, in accordo con la pendenza del versante. Si tratta di clinostratificazioni, ossia strati che si sono accumulati già inclinati all'origine.
Sono brecce da fini a grossolane, sempre ben cementate. L'intero deposito, potente non meno di 100 m, è stato prodotto dallo smantellamento pleistocenico del versante dolomitico settentrionale (Fm. dello Schlern, Gruppo del M. Siera, Triassico). In origine l'accumulo formava un ventaglio di detriti (conoide di deiezione), con l'apice collocato nel Vallone d'Entralais. I detriti derivavano da cedimenti e periodici crolli attivi lungo la parete meridionale del M. Cimon, di natura dolomitica. Le periodiche intense piogge mobilizzano i detriti ridistribuendoli più a valle, a ventaglio. Oggi gli affioramenti di Flaudona sono tutto ciò che resta dell'originario conoide di deiezione: meno di un quinto del deposito iniziale.
Procedendo altri 2 km verso Ovest si supera Pesariis raggiungendo la località Ponte Arceons, in fondovalle. Poco prima, in sinistra idrografica, una mulattiera risale il ripido versante settentrionale. In breve diventa sentiero e porta alla grande parete verticale di Flaudona, rasentandone la base lungo tutta la sua estensione. Un'opportunità unica per osservare in dettaglio i depositi dell'antico conoide di deiezione. Si notano alternanze di brecce e brecciole, in strati spessi da 0,5 a 1 m, alternati a livelli più potenti formati da depositi molto caotici con grossi blocchi e frammenti di ogni dimensione. Tutti formano livelli inclinati tra 25° e 30°.
Più semplice è l'osservazione dell'altro nucleo affiorante, il modesto rilievo del Col di Ialna, situato in corrispondenza del Ponte Arceons. Alla base della parete verticale del colle, affacciata sul greto del Torrente Pesarina, è visibile la successione più antica, di prevalente ambiente deltizio-lacustre. A metà versante un'antica superficie di erosione, anch'essa di età pleistocenica, la separa dalla successione pleistocenica più recente, esclusivamente fluviale, che ad essa si sovrappone.
La successione inferiore, potente alcune decine di metri, è formata da sottili conglomerati (ghiaie) torrentizi orizzontali ai quali si sovrappongono conglomerati in strati inclinati 30° verso Est. Questi ultimi sono interpretabili come depositi deltizi che avanzavano verso la Val Degano. Sopra ad essi, in continuità, riprendono i conglomerati fluviali in banchi orizzontali. Complessivamente rappresentano la fase di riempimento di un antico lago di sbarramento, anch'esso risalente ad un'intervallo precedente all'ultima glaciazione würmiana. La potente parte superiore del Col di Ialna si sovrappone alla porzione inferiore tramite una netta superficie erosiva fluviale. Anch'essa è formata da conglomerati fluviali il cui spessore originario raggiungeva e probabilmente superava i 100 m. Le provenienze accertate sono tutte da Ovest, lungo la direzione dell'attuale fondovalle. Sono questi depositi a interdigitarsi lateralmente con le brecce e brecciole del conoide di deiezione di Flaudona, derivante dal disfacimento del Monte Cimon. I contatti tra le brecce e i conglomerati sono stati asportati dalle successive ripetute erosioni glaciali e fluviali.
La zona di Flaudona riserva anche delle interessanti evidenze morfologiche. La stessa parete verticale, visibile dal fondovalle da chilometri di distanza, coincide con l'orlo laterale di distacco di una paleofrana di medie proporzioni. Il lembo mancante (località Pieralada) è franato in un'unica soluzione verso il fondovalle lasciando, ancora percepibile, la nicchia di distacco. L'assenza dell'accumulo di frana nel fondovalle fa ritenere che il cedimento si sia prodotto prima dell'ultimo transito glaciale (LGM), dato che solo una lingua glaciale potrebbe avere asportato, in modo così completo, ogni residuo dell'accumulo.
Un ulteriore interessante particolare: la superficie di distacco laterale della paleofrana coincide con una faglia verticale orientata circa Nord-Sud. La stessa faglia ha creato uno spostamento (rigetto di faglia) nella successione affiorante al Col di Ialna, configurandosi come una faglia attiva durante il Pleistocene. Nulla di più probabile che la paleofrana sia stata generata proprio in concomitanza col sisma connesso al movimento pleistocenico della faglia.
Giudizio Risalendo la Val Pesarina si incontrano i resti di un ampio conoide di deiezione, appoggiati al versante meridionale del M. Creta Forata. In origine il conoide s'indentava con una potente successione torrentizia accumulata nel fondovalle. L'età dei depositi (Pleistocene Sup.) è precedente all'ultimo acme glaciale würmiano. Oltre alle evidenze morfologiche e stratigrafiche, la successione affiorante offre un interessante esempio di paleofrana pre-glaciale di cui è conservata solo la nicchia. Inoltre, il sito dimostra indirettamente quanto labile sia la potenzialità di preservazione dei depositi alluvionali accumulati in ambiente intermontano.
Commenti aggiuntivi
Risalendo la Val Pesarina e transitando oltre Pesariis si fa visibile, sulla destra, la rupe di Flaudona. Da lontano appare come una fascia rocciosa verticale, priva di vegetazione e allungata secondo la pendenza del versante. Per raggiungere il geosito è necessario risalire il pendio attraverso i ripidi sentieri che si dipartono dalla località Ponte Arceons.

Ai piedi del tratto di parete che segue il corso del Torrente Pesarina, si trovano una serie nicchie di erosione (numero di catasto: 581/275FR).
Bibliografia
ASTORI A. & VENTURINI C. (2005) - Evoluzione pleistocenica della media Val Pesarina (Ponte Arceons-Flaudona, Alpi Carniche). Gortania-Atti Museo Friulano St. Nat., 26(2004): 25-40.

VENTURINI C., PONDRELLI M., FONTANA C., DELZOTTO S. & DISCENZA K. (2001) - Carta geologica delle Alpi Carniche- Geological map of the Carnic Alps, scala 1:25.000 (foglio occidentale Sappada-M. Dimon). S.EL.CA Firenze, 630 kmq.

www.catastogrotte.it