Brecce, filoni e faglie di Malpasso-Pramosio

Coordinate GB X: 2369617.19340 Y:5161547.13220
Quota Min: 1580.00 Max:1580.00
Località Casera Malpasso
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Geologia Stratigrafica
Interesse secondario Carsismo,Geomorfologia,Geologia Strutturale
Esposizione naturale No
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano No
Accesso Automobile (Facile) - A Piedi (Molto facile)
Periodo di visita Estate-autunno.
Note Si raggiunge con facilità arrivando in macchina fino a C.ra Pramosio bassa (q. 1521 m) e da lì, con breve salita a piedi lungo mulattiera (CAI 402), prendendo la direzione per il Rif. Morgante (C.ra Malpasso). Da qui in pochi minuti si arriva al'ex cava.
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio Alpino
Tipo Amb. Paesaggistico Catena Carnica Principale
Note vincoli zonazione
Proposta tutela Superflua
Descrizione del degrado
Descrizione
Il comprensorio di Pramosio, sopra Timau (Paluzza), conserva alcune peculiarità geologiche degne di nota. Tra queste merita certamente un ruolo di primo piano l'affioramento di Cava Malpasso. La cava, non più attiva da molti decenni, è sempre frequentabile. Ha la forma di un grossolano cubo aperto verso Sud, con lato di circa 50 m. Il lato di cava più interessante e didattico è quello verso monte (lato Est). I calcari, stratificati e finissimi, sono rappresentati dall'unità denominata Calcari di Pramosio (Devoniano sup.-Carbonifero inf.). Il contatto netto con la successiva Fm. del Hochwipfel è marcato dal contrasto di colore tra le due unità: grigio chiaro per i calcari, grigio scuro-marrone per le peliti e le brecce della Fm. del Hochwipfel. Queste ultime, in questa zona, si appoggiano sulla superficie di contatto qui modellata in due nette conche erosive, ampie alcuni metri l'una, che hanno inciso (nel Carbonifero inf.!) i Calcari di Pramosio.
Le brecce che le rivestono sono formate da frammenti (5-10 cm) della stessa Fm. del Hochwipfel e soprattutto da blocchi grandi e piccoli del Calcare di Pramosio. Il livello basale di breccia è il prodotto di un franamento subacqueo e si ispessisce lateralmente passando da uno a parecchi metri. I blocchi calcarei (Calcari di Pramosio) che formano la breccia raggiungono anche un paio di metri di lunghezza. L'orizzonte basale di breccia passa, verso l'alto, ai caratteristici depositi della Fm. del Hochwipfel (siliti e argilliti grigio scure). Ad essi si intercalano poi i tipici strati torbiditici, spessi fino a mezzo metro, formati da areniti quarzose.
Risalendo per una decina di metri il rio che lambisce la cava si attraversano interessanti affioramenti di breccia erosi e puliti dall'acqua. Corrispondono a quelli che si notano alla sommità della parete orientale della cava, ben visibili dal basso. E' proprio risalendo il piccolo rio, lungo il margine di un ripido cono di detriti, che si incontrano i blocchi calcarei di maggiori dimensioni, sempre inglobati in abbondante matrice pelitica scura.
Il complessivo orizzonte di breccia è interpretabile come l'effetto di un franamento sottomarino in un mare che stava approfondendosi a causa di generalizzati cedimenti dei fondali. Gli abbassamenti erano improvvisi - probabilmente anche alcuni decimetri alla volta - ed erano guidati dai movimenti indotti da una serie di faglie distensive che frammentavano i calcari. Alcune tra tali faglie sono ancora riconoscibili negli affioramenti della Cava Malpasso. Faglie di questo tipo sono particolari e sono chiamate sin-sedimentarie; questo perché la loro attivazione influenza direttamente la sedimentazione nel luogo stesso in cui si generano. Osservando frontalmente la parete di cava che preserva il contatto calcare/breccia, alla sua estremità destra si può notare come la breccia si sia letteralmente infilata (nel momento in cui si generava!) lungo una delle faglie sin-sedimentarie. Ha formato un cosiddetto filone sedimentario, spesso quasi un metro e inclinato ripidamente verso destra. Il filone sedimentario è formato da materiale che ha riempito il vuoto che si era venuto a creare durante il movimento e allargamento della faglia sin-sedimentaria.
Un'ultima interessante osservazione riguarda il percorso del rio che lambisce gli affioramenti orientali della cava. Parte delle acque, seguendo l'invito morfologico della depressione generata dallo scavo, curvano improvvisamente a 90° rasentando il taglio artificiale in roccia, per poi sparire intercettate da un piccolo inghiottitoio carsico aperto sul fondo della cava stessa.
Giudizio La cava di calcare di Malpasso (Paluzza), abbandonata intorno all'inizio degli anni '70, costituisce una possibilità unica di osservare, sia in parete levigata che in affioramento eroso e ripulito dall'acqua corrente, il passaggio tra i calcari devoniani sup. e la soprastante successione terrigena della Fm. del Hochwipfel (Carbonifero inf.). Il contatto è arricchito da evidenze tettoniche (faglie e filoni sin-sedimentari) di chiara leggibilità.
Commenti aggiuntivi
Dai fronti della antica cava venivano estratti "marmi" (Calcari compatti) noti con la denominazione merceologica di Grigio Carnico. Oggi nell'ambito del medesimo giacimento è ancora in attività la cava è posta nei pressi di Casera Pramosio leggermente a valle del geosito.
Bibliografia
VENTURINI C. & SPALLETTA C. (1980) - Pramosio (Alpi Carniche): geologia e morfologia. Azienda delle Foreste, Reg. Auton. Friuli V.G., 45 pp., Udine.

VENTURINI C. (1990) - Geologia delle Alpi Carniche centro orientali. Comune di Udine, Mus. Friul. St. Nat., 36, 222 pp., Udine.