Deposito di contatto glaciale (Kame) di Illegio

Coordinate GB X: 2369947.00000 Y:5143055.00000
Quota Min: 365.00 Max:605.00
Località Illegio
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Didattico,Geomorfologia
Interesse secondario Sedimentologia
Esposizione naturale No
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano Si
Accesso Automobile (Facile) - A Piedi (Facile)
Periodo di visita Tutto l'anno.
Note
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio Alpino
Tipo Amb. Paesaggistico Canali della Carnia
Note vincoli zonazione Geosito sottoposto, nella sua quasi totalità, a Vincolo Idrogeologico
Proposta tutela Superflua
Descrizione del degrado
Descrizione
Il ripiano di Illegio è collocato a quota 560 m ed è sopraelevato di 200 m rispetto al fondovalle del Torrente Bût, distante poco più di un chilometro. Circondato e racchiuso su tre lati da ripidi versanti montuosi, col quarto si affaccia sulla sottostante Valle del Bût.
Deve la sua esistenza, nonché la sua caratteristica forma, alla fase di deglaciazione würmiana, seguita all'ultima grande espansione glaciale alpina. Per giustificare la presenza della spianata di Illegio è necessario ricostruire lo scenario che, circa 20.000 anni fa, accompagnava il ritiro della grande lingua glaciale würmiana della Valle del Bût.
A causa del rapido aumento delle temperature globali (senza motivi antropici!) e del conseguente innalzamento del limite delle nevi perenni, i rilievi montuosi intorno a Illegio furono rapidamente abbandonati dai ghiacci e ad essi si sostituirono torrenti e ruscelli. Non accadde lo stesso nella Valle del Bût dove una lingua glaciale, seppure in progressivo ritiro e ridimensionamento, continuava ad essere presente con spessori di ghiaccio che, di fronte a Illegio, superavano i 200 m. Questo si verificava perché la lingua glaciale attingeva alimentazione dai rilievi più elevati del comprensorio carnico, con vaste aree collocate in parte ancora sopra il limite delle nevi perenni e perciò ancora in grado di produrre ghiacci.
Lungo la Valle del Bût il bordo della lingua glaciale in transito agì da ostacolo al deflusso delle acque che scendevano dalla zona del M. Palavierte, dietro Illegio. In corrispondenza del futuro abitato si formò un lago di sbarramento glaciale ampio quasi 2 kmq. L'elevato carico solido dell'immissario lacustre, il Rio Frondizzon, portò rapidamente (in pochi secoli) al riempimento dell'invaso, profondo parecchie decine di metri. Il lago infine fu trasformato in piana fluviale ghiaiosa e questo fu il segnale del suo colmamento.
Intanto la deglaciazione in atto stava portando la lingua glaciale ad arretrare ulteriormente. Quando la sua fronte abbandonò l'area davanti a Illegio, il deposito lacustre di sbarramento glaciale (Kame) subì una sorta di cannibalizzazione erosiva prodotta dalle acque del Rio Frondizzon e del suo affluente Rio Trambe. E' un'erosione tuttora attiva che ha inciso e distrutto la parte più avanzata del deposito intaccando il ripiano che ne costituiva la superficie.
Da un lato le erosioni dei Rii Frondizzon e Trambe hanno asportato quasi metà dell'originario deposito di Kame, dall'altro però hanno reso possibile l'esplorazione dei sedimenti che progressivamente hanno colmato il lago. Lungo la scarpata erosiva che in località Feletéit interrompe il ripiano di Illegio, sono esposte le fasi del progressivo riempimento lacustre. Si inizia dalle quote inferiori con 45 m di limi laminati, ancora orizzontali, che circa 20.000 anni fa si deposero sul fondo del lago. Ad essi si sovrappongono potenti strati ghiaiosi inclinati che rappresentano l'avanzamento del fronte deltizio. Sopra a questi ultimi si appoggiano ulteriori banchi di ghiaie orizzontali di origine fluviale. Complessivamente le ghiaie deltizie e fluviali, spesse fino a 25 m, testimoniano la trasformazione del lago in piana torrentizia.
La superficie dell'ultimo banco di ghiaia coincide con il ripiano (coltivato e prativo) di Illegio. Una forma - la spianata in posizione anomala - che ha suggerito un'ipotesi. Un contenuto - la successione sedimentaria - che ha rivelato la soluzione, per prima individuata da Michele Gortani.
Giudizio Tra i depositi di sbarramento glaciale quelli di Illegio (Tolmezzo) costituiscono un esempio da manuale. Risalgono alla più recente fase di deglaciazione würmiana alpina, collocabile intorno a 20.000 anni fa. Oltre a conservare, nella spianata che precede il paese, parte della propria morfologia originaria, il sito è in grado di offrire uno spaccato naturale della propria successione sedimentaria fluvio-lacustre, resa visibile grazie alle erosioni torrentizie che l'hanno incisa dopo il completo ritiro dei ghiacci dalla Valle del Bût.
Commenti aggiuntivi
salendo verso Illegio da Tolmezzo, superata una successione di strapiombi in roccia e una profonda incisione torrentizia, si giunge alle porte del paese dove si allarga un ripiano sub-rettangolare, attraversato da sentieri e viabilità secondaria. Quest'ultima conduce fino sull'orlo del versante del Rio Trambe (Loc. Feletéit) dove, prestando attenzione, è possibile scendere lungo un ripido taglio in ghiaie, sabbie e limi: i depositi del riempimento lacustre.
Bibliografia
GORTANI M. (1906) - I Rivoli Bianchi di Tolmezzo. Giorn. Geol. Pratica, 4 (1), 37-45.

VENTURINI C. (2003) - Il Friuli nel Quaternario: l'evoluzione del territorio. In: Muscio G., a cura di, (2003) - Glacies. L'età dei ghiacci in Friuli: ambienti, climi e vita negli ultimi 100.000 anni. Catalogo della mostra. Comune di Udine, Museo Friul. St. Nat., 23-106.

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