Terrazzo di Pozzuolo del Friuli

Coordinate GB X: 2380446.07320 Y:5094692.15160
Quota Min: 60.00 Max:80.00
Località Pozzuolo
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Geomorfologia
Interesse secondario Didattico,Geologia Strutturale
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano No
Accesso Automobile (Molto facile) - A Piedi (Molto facile)
Periodo di visita Tutto l'anno.
Note Facilmente accessibile sia a piedi che in automobile in quanto attraversato dalla Strada Statale 353 e dalla rete viaria comunale.
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio dell'Alta Pianura
Tipo Amb. Paesaggistico Alta Pianura Friulana con Colonizzazioni Agrarie Antiche
Note vincoli zonazione Il geosito è parzialmente Area di Rilevante Importanza Ambientale.
Proposta tutela Superflua
Descrizione del degrado
Il sito è posto in un contesto diffusamente antropizzato.
Descrizione
A partire dagli anni '60 dati stratigrafici e geofisici acquisiti nella pianura a Sud di Udine e parallele perforazioni profonde hanno portato all'identificazione di linee tettoniche (faglie) che interessano sia le formazione cenozoiche sia i depositi quaternari. La più importante tra queste faglie di pianura è la Linea di Palmanova, orientata NE-SW.
L'attività pleistocenica di questa linea ha prodotto una modifica della superficie topografica dando forma a una bombatura del territorio larga molte centinaia di metri ed allungata parallelamente al fronte di faglia. Anche in questo caso il sollevamento della pianura, che raggiunge i 12 m, ha seguito un'evoluzione simile a quella riscontrata per il settore di S. Osvaldo (v. geosito Anticlinale di Sant'Osvaldo). Rispetto a quest'ultima occorre però segnalare che si è innescata prima (probabilmente a metà del Pleistocene Sup.). Col passare delle decine di migliaia d'anni, il sollevamento tettonico e le erosioni fluviali hanno formato una serie di rilievi isolati, allineati lungo la medesima direzione (circa NW-SE) e sollevati da pochi metri fino a oltre una decina rispetto alla quota media della pianura circostante.
Nei pressi di questi alti, o in alcuni casi sul loro culmine, sono sorti insediamenti preistorici che col tempo hanno dato origine agli attuali paesi di pianura, quali Pozzuolo, Sammardenchia, Carpenedo, Orgnano e Variano. Tutte località che, fin dagli inizi del secolo scorso, i geologi associavano alla condizione di “alto morfologico”, seppure con interpretazioni genetiche che nel tempo sono andate modificandosi, proprio in virtù dei dati geofisici di recente acquisizione.
Questi rilievi, sollevati precocemente rispetto a quelli più vicini ad Udine (v. geosito Anticlinale di Sant'Osvaldo), mostrano una profonda alterazione superficiale dovuta al fatto che da almeno 50.000 anni sono in posizione sopraelevata rispetto alle quote della piana circostante. Da allora questa posizione di alto li ha preservati dalle successive fasi di deposizione fluvio-glaciale impedendone il seppellimento e, congiuntamente, favorendone l'alterazione dovuta all'esposizione prolungata.
La letteratura recente collega tra loro tutti gli alti sopra citati parlando di “dorsale di Pozzuolo”, ad indicare una genesi comune di questi rilievi di pianura. Oggi appaiono separati uno dall'altro non solo per le successive erosioni operate sulla dorsale dal Torrente Cormor, ma anche per l'azione di due sistemi coniugati di faglie verticali che in tempi recenti hanno spezzato in segmenti la dorsale spostandone leggermente le singole porzioni.
Più in particolare, l'alto di Pozzuolo rappresenta, tra i rilievi generati dalla linea di Palmanova, il sito più caratteristico per estensione e quota. Ha una superficie di circa 2 kmq e presenta un sollevamento di 12 metri. Inoltre, l'incisone del Torrente Cormor consente di osservare, nel tratto tra Pozzuolo e Carpendo, la successione dei depositi innalzati dal movimento tettonico. Si tratta di ghiaie, conglomerati e sabbie del Pleistocene Inf. e Medio, antecedenti dunque alla più recente glaciazione, e poggianti in discordanza angolare sopra caratteristiche arenarie giallastre, queste ultime attribuite al Miocene già da Feruglio negli anni '20, sulla base del loro contenuto fossile.
Giudizio Quando nelle fasce di pianura ci si imbatte in rilievi isolati, seppur modesti e non di origine
antropica, significa quasi sempre avere trovato dei depositi o accumuli di varia natura. A volte
può trattarsi di cordoni morenici frontali; in altri casi potrebbero essere antichi argini naturali
prodotti da corsi d'acqua che il divagare ha portato ormai lontano dalla zona dell'originario
accumulo. è invece molto raro che i rilievi di pianura siano stati generati non per deposizione
ma, al contrario, per sollevamento tettonico del territorio. Sollevamento quindi che risulta l'effetto
di una faglia attiva. Nell'Alta Pianura Friulana sono evidenti e numerosi i rilievi prodotti da
questa causa. L'alto di Pozzuolo (+12 m sulla pianura circostante) per la sua accessibilità ben
rappresenta il gruppo di forme più meridionali.
Commenti aggiuntivi
Bibliografia
FONTANA A. (2006) - Evoluzione geomorfologica delle bassa pianura friulana. Pubbl. n.47 del Museo Friulano di Storia naturale, 288 pp.

VENTURINI C., ASTORI A. & CISOTTO (2004) - The late quaternary evolution of the Friuli upper Plain (NE Italy). In: PASQUARÈ, VENTURINI C., GROPPELLO (Eds.), Mapping geology in Italy, APAT, 95-106.