Grotta nell'Orto

Coordinate GB X: 2429828.00000 Y:5056612.00000
Quota Min: 131.00 Max:363.00
Località Museo di Guerra di Padriciano
Fotografie Fotografie e schemi del geosito
Grado di interesse Regionale
Interesse primario Geomorfologia
Interesse secondario Carsismo
Esposizione naturale Si
Esposizione artificiale No
Geosito panoramico No
Visibile da lontano No
Accesso A Piedi (Per esperti)
Periodo di visita Tutto l'anno.
Note La visita è riservata ai soli speleologi esperti.
Stato di conservazione Buono
Tipo Paesaggio Paesaggio del Carso e della Costiera Triestina
Tipo Amb. Paesaggistico Carso Triestino
Note vincoli zonazione
Proposta tutela Consigliabile
Descrizione del degrado
Descrizione
Cavità: 73/37 VG

ACCESSO
L'imbocco di questa estesa ed interessante cavità si apre all'interno dell'ex campo profughi di Padriciano, a circa una ventina di metri dall'angolo di NW, al margine di un piccolo orto, ed è ostruito da pietrame e filo spinato, i quali si possono comunque rimuovere in poco tempo. La chiusura della grotta è stata effettuata dopo che alcuni ragazzini del campo si erano smarriti al suo interno.

DESCRIZIONE
Il basso portale d'accesso, situato sul fianco di una modesta depressione, sbocca su di uno scivolo molto inclinato, profondo circa 8 m; dalla sua base si snoda un'ampia galleria larga mediamente 5 m, che dopo qualche metro piega in direzione Nord, formando un ampio gomito. La galleria prosegue inclinata per una ventina di metri; quando il pavimento diventa pressoché piano, in direzione Ovest si diparte una breve diramazione laterale, che all'inizio presenta una caratteristica sezione singenetica.
La galleria principale prosegue per altri 60 m in direzione SE, quasi rettilinea, e la sua larghezza varia dai 5 ai 10 m, mentre l'altezza varia circa dai 5 agli 8 m; al termine si prolunga ancora per qualche metro in direzione Nord. Fra i massi di crollo del pavimento si apre un angusto pozzetto, profondo 7 m. In direzione opposta spaccature immettono in due brevi diramazioni, riccamente concrezionate, dall'andamento quasi labirintico.
Al centro della galleria principale, sotto la verticale di alcuni camini, fra i grossi blocchi accatastatisi sul pavimento, si aprono vari passaggi che sfociano nel sottostante pozzo, profondo 8m e largo dai 2 ai 3 m circa.
Alla base una strettoia verticale immette nel salto sottostante, interrotto dopo 4 m da un comodo ripiano, e profondo in totale 15 m. A qualche metro dal fondo una finestra permette di scendere un pozzo parallelo, cieco. Sul fondo un'esigua fessura, forzata con un energico scavo, permette di accedere ai vasti ambienti scoperti nel 1986.
Ci si infila fra grossi massi, piuttosto instabili, e dopo qualche metro, anzichè scendere sul fondo della spaccatura, si supera una strettoia, all'inizio della quale è visibile una caratteristica lama rocciosa, in parte scalpellata per rendere più agevole il passaggio. Si scendono due pozzetti in rapida successione, profondi 3.5 m e 10 m; le pareti sono ricoperte da una spessa crosta calcitica. Una strettoia obliqua immette direttamente sulla successiva verticale, profonda 30m. Le pareti, che distano mediamente 5 m, sono intensamente erose (corrose) e presentano le aperture di alcuni pozzetti, i quali dopo pochi metri riconfluiscono tutti nell'ambiente principale. La base è occupata da massi e detriti di varie dimensioni, che presentano spigoli piuttosto taglienti. L'ambiente è quasi circolare, con un diametro di 6-7 m; in direzione Est si diparte una breve galleria, sormontata al centro da un alto camino, che termina dopo pochi metri contro una consistente quantità di fango. Sulla verticale del pozzo di 30 m, alcuni passaggi confluiscono sulla verticale sottostante, profonda 30 m, e anche qui le pareti si presentano interamente erose; ancora un salto di 10 m, quindi si tocca il fondo a -148 m.
Ritornando a -100 m, dalla base del pozzo di 30 m, si risale per qualche metro la parete in direzione Nord, imboccando un'ampia galleria ben concrezionata, che sfocia dopo pochi metri sulla sommità di un pozzo profondo 16 m. In direzione NE un camino risale per una quarantina di metri, terminando sotto una strettoia impraticabile. La base del pozzo di 16 m è formata da un vano piuttosto ampio, che misura circa 7 m x 5 m; verso S una breve diramazione sfocia sul pozzo di 30 m che porta a 148 m di profondità. In direzione opposta uno scivolo molto inclinato, dalle pareti ben concrezionate, immette, dopo circa 20 m di dislivello, in un'ampia galleria, che dopo qualche metro forma un'evidente retroversione. Il pavimento, ricoperto da una spessa crosta calcitica, accentua sempre più la sua pendenza, delineando un salto profondo 25 m, interrotto a metà da un piccolo terrazzo. L'ambiente è molto ampio, di forma allungata, e la morfologia è quella tipica di una forra. A 180 m di profondità si raggiunge un ripiano, dal quale si possono discendere due vie diverse.
Si risale la parete per qualche metro, allontanandosi dalla verticale del pozzo sovrastante. Quindi, sfruttando le numerose stalagmiti e colonne, si scende il salto successivo, toccando il fondo della caverna a 200 m di profondità. Da qui è stato risalito per quasi 50m un ampio camino laterale, il quale termina su strettoie impraticabili.
Direttamente dal ripiano a -180 m, si può scendere per qualche metro il sottostante saltino, sotto al quale sprofonda un pozzo sui 20 m. Alla base di questo, da un lato si diparte una diramazione, molto fangosa, che ben presto termina in frana; in direzione opposta una strettoia impraticabile sfocia su di un pozzo profondo in totale 37 m, che può esser sceso pendolando una decina di metri prima del suo fondo.
Questa verticale, interrotta da vari ripiani, presenta le pareti intensamente erose; la base è occupata da grosse lame e massi staccatisi dalle pareti; dal fondo si può scendere ancora uno stretto pozzetto, che ben presto diviene impraticabile, alla profondità di 232 m.
Fra i massi instabili del fondo si apre un altro saltino, che non è stato sceso per la pericolosità del suo imbocco.
A 37 m dal fondo si può risalire per qualche decina di metri un interessante sistema di meandri, che continuano in più direzioni, divenendo però impraticabili.
Giudizio Cavità che si apre nel Carso Classico ed è sottoposta a vincolo paesaggistico regionale per le sue peculiari caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche.
Commenti aggiuntivi
L'ingresso della cavità, soggetta a vincolo paesaggistico regionale, si trova in un'area sottoposta a Vincolo Idrogeologico.
Bibliografia
CUCCHI F., MARINETTI E., POTLECA M. & ZINI L. (2002) - Influence of geostructural conditions on the speleogenesis of the Trieste Karst (Italy). Geologica Belgica 2001 (vol. Karst & Tectonics) 4/3-4: 241-250, Brussels, Belgium.

www.catastogrotte.it